Muore a 74 anni Edita Bratislava, che i suoi ammiratori chiamavano affettuosamente la Santa di Bratislava, la città, capitale della Slovacchia, dove era nata nel 1946.

Edita Gruberova i miracoli li faceva davvero. Miracoli musicali che le hanno permesso di incantare il mondo intero con lo splendore della sua voce e le meraviglie della sua arte.

Soprano di coloratura, Edita Gruberova ha brillato nella produzione tedesca, dalla Kostanze del Ratto del serraglio alla Zerbinetta dell’Ariadne aux Naxos, ma si è fatto valere nel repertorio italiano suo proprio, conquistando poi anche il regno delle regine donizettiane e mettendosi in capo, con pieno diritto, la corona gemmata di Semiramide. Come tutte le primedonne assolute portava con sé quel tanto di stravaganze e di esagerazione, che la faceva unica ed irripetibile e che le donava un irresistibile carisma.

Ogni suo comparsa sul palcoscenico era oggetto di fanatismo, i suoi concerti di canto si sono trasformati in vere e proprie convention dei cultori del belcanto, con schiere di accaniti ammiratori, ma anche di detrattori feroci. Come le autentiche regine ha trionfato sui suoi nemici e ha raccolto il plauso degli amici. Sicura di sé e dei suoi mezzi, dimostrava ogni volta che la musica era lei sia che intonasse un Lied di Schubert sia che si lanciasse nella cavatina di Linda di Chamounix. Nel primo caso trovava nella sua voce i delicati accenti necessari alla melodia schubertiana nel secondo rivaleggiava con il fantasma di Eugenia Tadolini, dimostrando di sapere rendere ancora più saporita la pagina donizettiana con complesse e mirabolanti variazioni

Nel numero di novembre la nostra rivista dedicherà un servizio alla sua voce e alla sua arte.