Concerto vocale strumentale alla Goldonetta di Livorno
Giunge alla quindicesima edizione e al centesimo concerto la rassegna “Classica con gusto”, un’oculata e apprezzata scelta ideata dalla Fondazione Teatro Goldoni di Livorno e Menicagli Pianoforti. Tale rassegna è condotta dal pianista Carlo Palese, che ne firma il progetto artistico: un progetto indirizzato alla cameristica, sia solo strumentale sia vocale e strumentale. I concerti hanno luogo nella Goldonetta, l’elegante ridotto del Teatro Goldoni.
Oltre l’indiscussa qualità dei musicisti esibitisi nel corso degli anni, un altro merito altrettanto indiscutibile è l’atmosfera intimistica, quasi a carattere famigliare, dove la quarta parete del palcoscenico è abbattuta e il pubblico (sempre molto numeroso) si sente coinvolto come parte attiva. Questa formula così riuscita è ottenuta grazie al concetto strutturale: prima che inizi il concerto, Palese introduce i protagonisti dialogando con essi e con gli spettatori; al termine, a tutti gli intervenuti è offerto un buffet durante il quale è possibile dialogare liberamente con gli artisti.
Quelle pluriennali scelte, sono confermate nel concerto tenutosi l’11 febbraio; protagonisti Federico Longhi (baritono) e Maria Cristina Pantaleoni (pianoforte). Molto accattivante e ricercato il programma: quasi un confronto tra la Chanson francese e la Romanza italiana, etichettato “VIE” Viaggio vocale dalla Francia all’Italia.
Una scelta molto apprezzata, soprattutto per il repertorio francese denso di rarità come il brano di Reynaldo Hahn, A Chloris. Han (1874 – 1947) pianista, direttore d’orchestra venezuelano naturalizzato francese, fu compositore di numerosa musica per i vari generi: dall’opera, alla musica incidentale, al balletto, opéra-comique, arie da camera e colonne sonore per film; scrisse – tra l’altro – una commedia musicale in tre atti: Mozart (1925). Un autore che dovrebbe essere rivalutato per la sua sottigliezza di scrittura e stile ricercato. Ad Han, seguono brani di Gounod, Debussy, Fauré e della pianista e compositrice, Cécile Chaminade (1857 – 1944), il cui precoce talento entusiasmò Georges Bizet al punto da definirla «il mio piccolo Mozart». Al repertorio francese segue una sequenza di brani assai più conosciuti musicati da Tosti.
Il duo Longhi – Pantaleoni sostiene l’intera serata con perizia e talento in continuo divenire: l’elegante tocco di Pantaleoni ben sostiene e altrettanto bene si integra con la versatilità vocale di Longhi: il fraseggio del pianoforte dialoga con eccellenza nella parte cantata, formando un espressivo fluire in crescita progressiva.
Longhi e Pantaleoni coinvolgono il numeroso pubblico presente durante e al termine del concerto: gli spettatori premiano la loro performance con ripetuti consensi; i due artisti, con molta generosità, ringraziano gli spettatori concedendo ben tre fuori programma.
rdn






























