Un affascinante recital venerdì 16 ottobre alle 21 al Teatro Civico di Sassari per il Festival “Nessun Dorma” organizzato da Ars Aurelia ETS con il sostegno e il patrocinio del Comune di Sassari, della Fondazione di Sardegna e della Regione Autonoma della Sardegna ed inserito nel network Salude&Trigu della Camera di Commercio del Nord Sardegna. Sotto i riflettori il soprano Gilda Fiume, raffinata e versatile interprete dalle spiccate doti belcantistiche, che ha splendidamente interpretato alcune celebri arie d’opera e poetiche romanze accompagnata al pianoforte da Marco Schirru, in una serata ispirata alle atmosfere Belle Époque, con la partecipazione dei figuranti in costume dell’Associazione Arkadia.
Un incipit virtuosistico sulle note di “Casta Diva” dalla “Norma” di Vincenzo Bellini: Gilda Fiume ha conquistato il pubblico con la meravigliosa preghiera che la sacerdotessa dei druidi rivolge alla Luna, un’aria vertiginosa con passaggi intimistici ed eleganti fioriture per un emozionante rito, in una sublime evocazione della pace. La forza drammatica della musica di Giuseppe Verdi in “Non so le tetre immagini”, la struggente aria di Medora ne “Il Corsaro” dove l’espressività vocale della cantante si unisce all’intensa presenza scenica nel restituire l’inquietudine della donna per l’esistenza perigliosa dell’amato. L’aria di Amenaide, “Giusto Dio che umile adoro” dal “Tancredi” di Gioachino Rossini, un’accorata preghiera dove la fanciulla svela il suo amore per il nobile in esilio, a dispetto dei progetti matrimoniali del padre Argirio, nella trepidante attesa dell’esito del duello, in cui si alternano speranza e amarezza, in un travolgente assolo tra agilità e staccanti, che riflettono i cangianti stati d’animo, fino all’esplosione di una gioia segreta per il trionfo dell’eroe.
Un intermezzo strumentale con l’esecuzione di “Widmund” di Franz Liszt, famosa trascrizione per pianoforte di una romanza di Robert Schumann, che apre il ciclo “Myrthen” op. 25, in perfetto stile romantico. La follia della regina, nella stupenda aria di Anna Bolena, “Al dolce guidami” dall’opera di Gaetano Donizetti in un’interpretazione toccante e ricca di pathos, in cui l’artista affronta una pagina impegnativa del repertorio belcantistico restituendo lo smarrimento della mente di fronte all’atrocità del tradimento ed alla crudeltà della condanna.
Il Recital prosegue con “Depuis le jour”, l’aria tenera e struggente di Louise che apre il terzo atto dell’omonimo “romanzo musicale” in quattro atti e cinque quadri di Gustave Charpentier, anche autore del libretto insieme al poeta simbolista Saint-Pol-Roux, che narra l’amore di una giovane sarta per un poeta bohèmien, sulla falsariga del Naturalismo. Nello spirito della Belle Époque, “Je te veux”, una canzone da caffè concerto scritta da Erik Satie, su testo di Henry Pacory, per il soprano Paulette Darty, un brano seducente in cui una donna appassionata si promette all’innamorato, quasi un inno alle gioie dell’amore.
E ancora, Gilda Fiume dà prova della sua versatilità d’interprete cimentandosi con il ricco repertorio delle arie e romanze da salotto, a partire “Malinconia, Ninfa gentile” da “Sei Ariette” di Vincenzo Bellini, su versi di Ippolito Pindemonte, dedicata a Marianna Pollini, dai toni lievi e sognanti; la celebre romanza di Francesco Paolo Tosti, “Non t’amo più”, che canta la fine di un idillio, tra amarezza e una vaga nostalgia e la famosissima “’A vucchella”, una canzone in dialetto napoletano scritta da Gabriele D’Annunzio e messa in musica da Francesco Paolo Tosti; e ancora “Me voglio fa’ ‘na casa” (ovvero “Amore Marinaro”), una deliziosa e solare “canzonetta napoletana” firmata da Gaetano Donizetti, su versi del conte Carlo Pepoli (già autore del libretto de “I Puritani” di Vincenzo Bellini) con l’allegro «trallalalera trallalalà» che evoca i colori e la vivacità della città partenopea.
Infine dopo i reiterati applausi, una standing ovation per il bis con “Sempre libera”, l’indimenticabile e vertiginosa aria di Violetta ne “La Traviata” di Giuseppe Verdi, in cui l’eroina del melodramma, ancora al culmine della sua bellezza, seppure minata da un male crudele, canta la sua sete di vita e di libertà.
Gilda Fiume, artista di fama internazionale, diplomata al Conservatorio di Salerno, perfezionatasi all’Accademia di Santa Cecilia sotto la guida di Renata Scotto, e in seguito allieva di Mariella Devia, all’attivo un’intensa carriera, in cui affronta ruoli impegnativi, da “Lucia di Lammermoor” e Amina ne “La Sonnambula”; dalla protagonista di “Maria de Rudenz” a Donna Anna in “Don Giovanni”, da Eleonora in “Torquato Tasso” per il Donizetti Festival alla “Norma” diretta da Daniel Oren e poi Violetta ne “La Traviata”; e ancora Gilda in “Rigoletto” e Violetta nel progetto di Marina Abramović “Seven deaths of Maria Callas” al Gran Teatre del Liceu di Barcellona. Nel 2022 debutta all’Arena di Verona come Micaela in “Carmen”, interpreta Violetta alla Boston Symphony Hall, al Cincinnati Opera Festival e alla Carnegie Hall di New York, poi nel 2023 all’Arena di Verona. Interpreta Mrs Ford nel “Falstaff”, La Contessa ne “Le nozze di Figaro”, Ofelia nell’“Amleto” di Franco Faccio, su libretto di Arrigo Boito e Pamina ne “Il Flauto Magico”; e ancora, protagonista nella “Lucia di Lammermoor” alla Deutsche Oper di Berlino, interpreta Elvira ne “I Puritani” al Regio di Torino e Norma nel capolavoro di Bellini alla Bayerische Staatsoper di Monaco.
Sul palco del Teatro Civico di Sassari propone un’antologia di famose arie d’opera prestando volto e voce alle eroine di Vincenzo Bellini, Giuseppe Verdi e Gioachino Rossini, per poi confrontarsi con un repertorio variegato, tra romanze e canzoni, in cui dà prova del suo talento e della sua versatilità d’interprete capace di spaziare dai toni drammatici alla leggerezza e alla malizia di un brano da café-chantant. Una splendida prova d’artista, che ammalia il pubblico del capoluogo turritano, dagli appassionati di lirica agli amanti della Belle Époque.




















