Piedimonte Matese celebra il direttore de “L’Opera” per il suo impegno nella diffusione del melodramma e nella valorizzazione delle nuove generazioni
PIEDIMONTE MATESE – Nel nome di Enrico Caruso, Piedimonte Matese ha reso omaggio a uno dei protagonisti della cultura musicale italiana. Nel corso del Gala conclusivo della prima edizione del Premio Internazionale “Enrico Caruso – Le radici della voce”, è stato conferito a Sabino Lenoci, direttore della rivista internazionale L’Opera, un prestigioso riconoscimento per la sua lunga attività nel mondo della lirica.
Un premio che assume un valore particolare perché arriva al termine di un percorso professionale di oltre quarant’anni, durante i quali Lenoci ha raccontato il teatro musicale, seguito artisti e interpreti e sostenuto con costanza la diffusione della cultura operistica.
La sua storia professionale è strettamente legata alla rivista L’Opera, punto di riferimento per appassionati, artisti e operatori del settore. Attraverso le pagine della pubblicazione, Lenoci ha dato spazio alla grande tradizione del melodramma, ma anche ai cantanti e ai musicisti che si affacciano sulla scena internazionale.
Ed è proprio l’attenzione alle nuove generazioni uno degli elementi che accomuna il percorso di Lenoci alla filosofia del Premio dedicato a Caruso. La manifestazione di Piedimonte Matese nasce infatti con l’obiettivo di coniugare la memoria di una delle più grandi voci della storia dell’opera con la scoperta e la promozione dei talenti di oggi.
Il Gala finale ha trasformato questa filosofia in una vera festa della lirica. Sul palco si sono alternati giovani protagonisti del concorso e importanti interpreti, accompagnati dall’Orchestra dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese, sotto la direzione del maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli.
Tra gli ospiti della serata la mezzosoprano Loredana Ferrante, il soprano Maria Grazia De Luca e il tenore napoletano Vincenzo Costanzo, chiamato a rappresentare quella tradizione vocale partenopea che trova proprio in Caruso uno dei suoi simboli universali.
Il concorso ha visto imporsi il soprano giapponese Haruna Tominaga, vincitrice della prima edizione e protagonista anche nella sezione dedicata alla canzone napoletana classica. Il secondo premio è stato assegnato al tenore Mario Greco, mentre il terzo riconoscimento è andato al soprano iraniano Fooroz Razavi. A Greco è stato inoltre conferito il Premio Speciale “Enrico Caruso”.
La qualità internazionale della manifestazione è stata sottolineata anche dalla composizione della giuria, che ha riunito autorevoli personalità del panorama musicale e teatrale. Un segnale della volontà di fare di Piedimonte Matese non soltanto il luogo di una celebrazione, ma un appuntamento capace di inserirsi stabilmente nel circuito della grande lirica.
In questo contesto, il riconoscimento assegnato a Sabino Lenoci acquista un significato che va oltre la semplice celebrazione di una carriera. È il riconoscimento a una figura che ha fatto della divulgazione musicale una missione, mantenendo costante l’attenzione verso l’opera e verso coloro che, ogni giorno, ne tengono viva la tradizione.
La scelta di premiarlo nel corso di una manifestazione dedicata ai giovani artisti appare dunque particolarmente simbolica. Da una parte la memoria di Caruso, dall’altra le voci emergenti che cercano oggi la propria strada nei teatri del mondo; al centro, il lavoro di chi ha contribuito per decenni a raccontare, documentare e sostenere questo straordinario patrimonio culturale.
Piedimonte Matese ha così celebrato Sabino Lenoci e il suo lungo impegno per la lirica, inserendo il suo nome tra quelli dei protagonisti di una manifestazione che guarda al passato senza rinunciare al futuro.
Un premio, dunque, che porta con sé un messaggio preciso: le radici della voce non sono soltanto nella storia, ma nella capacità di trasmettere quella storia alle nuove generazioni. E proprio questo è, da oltre quarant’anni, uno degli obiettivi dell’attività di Sabino Lenoci.





























