SOLO, PERDUTO, ABBANDONATO

Gli ultimi anni di Puccini

Rossella Martina, Gli ultimi giorni di Puccini Turandot il sogno incompiuto

dreamBOOK edizioni, San Giuliano Terme (PI) 2025, pp. 385, 20,00 €

 

Un anno dopo Giacomo Puccini Gloria e tormento (2024), Rossella Martina pubblica Gli ultimi giorni di Puccini Turandot il sogno incompiuto. Il recente scritto di Martina contempla la vita di Puccini dal 1919 – 1920 fino alla sua morte. Diviso in due sezioni, la seconda parcellizza in un calendario progressivo (dal 1 ottobre 1924) la quotidianità del lucchese fino al 3 dicembre 1924; un’altra cronaca contempla il 29 novembre 1926 inerente al terzo funerale a Torre del Lago. Nel volume è inserito il libretto di Turandot (con il finale aggiunto); il testamento redatto da Puccini in data 23 gennaio 1923 e uno spazio dedicato ai finali posticci.

Il testo di Martina procede con penna leggera, in modo discorsivo e per nulla accademico, di facile comprensibilità trasmessa in un linguaggio spesso ricorrente al parlare comune e con dovizia di particolari. L’uso del parlare comune, in largo uso pure attraverso i quotidiani, fa incorrere l’autrice in elementari errori sintattici e sintagmi accessori, quali doppie negazioni (“non dice nulla”, “non ha fatto nulla” e via dicendo); così come l’uso del verbo venire in sostituzione degli ausiliari canonici avere ed essere, o usare l’indicativo anziché il congiuntivo: imperfezioni ed errori a discapito di un uso corretto della grammatica italiana; alcuni paragrafi e notizie sono ripetuti in più capitoli diversi. Tuttavia, lo scritto di Martina funge da collante alla sequenza di lettere più o meno conosciute, raccolte e trascritte in modo certosino; un capitolo è dedicato alla genesi della fiaba Turandot.

Punto focale dell’autrice, evidenziare quanto Puccini fosse ignorato dai suoi famigliari (Elvira, Fosca e Tonio); in particolare da Elvira, assente al suo capezzale e persino ai tre funerali. Ne emerge il toccante ritratto di un Puccini solo, abbandonato a sé stesso anche in punto di morte, confortato solo dalla sua fedele amica Sybl Seligman; Elvira, Fosca e Tonio, si delineano interessati solo al denaro di Giacomo.

Nel ripercorrere quegli anni, Martina si sofferma sulla relazione clandestina di Giacomo con Giulia Manfredi, sul figlio illegittimo e sul suicidio di Doria Manfredi: anche Martina sostiene la tesi della trasmigrazione di Doria nel personaggio di Liù, seguendo quanto già scritto da Vincent Seligman nel suo Puccini among friends (1938): una tesi già da noi sostenuta in un passato molto remoto e in tempi non sospetti.

Altre interessanti notizie riguardano i rapporti con Toscanini, con la politica, con il fascismo e Mussolini.

Un testo accattivante, forse non del tutto comprensibile a chi non conosca bene Puccini come soggetto biografico; però, potrebbe essere di spunto per una conoscenza più approfondita del lucchese e delle sue vicende intime finora non del tutto divulgate, o volutamente ignorate.

Il volume è corredato di immagini e articoli di giornali a risoluzione molto bassa, pertanto poco leggibili; l’assenza di un indice dei nomi complica un’adeguata e veloce ricerca. Avremmo preferito l’inserimento delle note a piè di pagina anziché gli incisi direttamente nel testo.

Per il contenuto, la forma di scrittura, la rara documentazione inserita, il rapporto qualità prezzo è ottimale.

 

Roberto Del Nista

(maggio 2026)