Massimo Carrieri

La Panamericana o Pan-American highway è un sistema integrato di strade lungo circa 25.750 km che si sviluppa prevalentemente lungo la costa pacifica del continente americano e che partendo dall’Alaska giunge sino alla punta estrema dell’Argentina.

La scoperta di questo itinerario così lungo e affascinante nelle sue diversità geografiche e culturali mi ha fornito il concept prima, e ispirato poi, nella scrittura della Pan American Suite, come dire: nell’attesa di poter magari un giorno fare questo viaggio per davvero provo a farlo con la mia immaginazione su un pentagramma, come spesso avviene..

La Suite è scritta per orchestra ritmica-sinfonica, un organico molto ampio che mette insieme una big band ed una orchestra classica completa di tutte le sezioni. La partitura si divide in 4 movimenti, partendo da nord con l’ouverture “From land of ice”, per poi proseguire man mano verso sud con “Around Panama”, “Tijuana’s memories” e nell’ultimo movimento si accorpano “La Fúsion” e “La Fiesta”. Titoli naturalmente non casuali, un tributo a musicisti a cui mi sento particolarmente affezionato, e a universi musicali che sento a me vicini nei quali ritrovo al mia radice meridionale. Nella Suite sono presenti due temi principali, uno più di ampio respiro e l’altro più dinamico, tutto l’impianto compositivo si sviluppa su queste due melodie, assumendone ora i tratti più austeri e distesi dei paesaggi glaciali del nord, ora le sonorità più “mainstream” delle big band dell’epoca, sino ad assumerne connotazioni folk/popolari immergendosi nei suoni e nei ritmi latini man mano che si scende di latitudine.

La Suite è stata eseguita in prima nazionale il 10 novembre scorso presso la Sala Verdi di Milano con l’orchestra ritmica-sinfonica del Conservatorio in occasione della tesi finale di Massimo Carrieri a conclusione del biennio di Composizione e Arrangiamento Jazz tenuto dal maestro Pino Jodice.